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A.Co.I. News

Intervista al Presidente dell’ Associazione Coaching Italia, Angelo Bonacci

Intervista al Presidente dell’ Associazione Coaching Italia, Angelo BonacciFinalmente i Professionisti senza Albo hanno il loro giusto riconoscimento!
Alcune settimane fa è stata pubblicata la Legge che, per la prima volta nel nostro paese, riconosce tantissime professioni autonome.

A dimostrazione, la qualifica di Coach Professionista fino ad oggi era organizzata come fosse “un passeggero non autorizzato”.
C’era la qualità della formazione, c’era il riconoscimento da parte del mercato e dei clienti, ma non c’era nessun riconoscimento da parte dello Stato.

Oggi, un grande passo verso “l’emersione” e finalmente un riconoscimento ufficiale grazie alla legge del 14 gennaio 2013 n.4.
La nuova legge introduce tra l’altro alcune importanti norme sul funzionamento delle Associazioni che, di fatto, dovranno stabilire nuove regole e nuovi criteri che riguardano il settore, stabilire ugualmente le regole della formazione e la rappresentanza dei Coach Professionisti; le Associazioni dovranno stabilire i requisiti necessari per ricevere il Riconoscimento, individuare standard di qualità, gestire le controversie. In poche parole operare (senza confonderle e metterle sullo stesso piano) come organi che gestiscono professioni ordinistiche.

Oggi abbiamo voluto rivolgere alcune domande sulla nuova legge al nostro Presidente: il dott. Angelo Bonacci.

Presidente, la regolamentazione delle leggi professionali è una realtà legislativa. Siamo ad una Svolta per la professione del Coach? Cosa succederà?

Siamo giunti ad una svolta epocale! Questa Legge rappresenta un enorme opportunità per tutti i Coach Professionisti italiani. Attraverso la regolamentazione delle Libere Professioni e delle Associazioni di Categoria si costruiscono le fondamenta per un sistema professionale moderno, competitivo in grado di farsi riconoscere la qualità del servizio erogato. Garantire al cittadino un servizio in linea con contenuti moderni come risposta alle aspettative, l’obiettivo primario dell’ Associazione Coaching Italia. Personalmente auspico una serie di cambiamenti nel settore del Coaching che partendo da una migliore e più chiara regolamentazione possa favorire una  maggiore diffusione e affermazione della nostra bellissima disciplina.

Quali sono secondo lei i punti più importanti della nuova legge?

Il primo articolo della legge è, a mio parere, quello più rappresentativo perché definisce il campo di applicazione. L’oggetto della norma pone fine a tutta una serie di questioni legate alla cattiva (e in alcuni casi ingannevole) informazione rispetto al significato di “Associazione”, “Federazione”, “Accreditamento”, “Affiliazione”, “Certificazione”, “Riconoscimento”. Gli standard qualitativi richiesti dalla legge non lasciano dubbi circa l’adozione di un “Codice di Condotta” a garanzia dell’utente/cittadino. Uno dei punti cardini per quanto riguarda il mondo del Coaching è il controllo e l’affiliazione delle Scuole di Coaching che da qui in avanti dovranno confrontarsi, per i loro programmi di formazione, anche con un Organo esterno non di parte.

La formazione permanente dei Coach Professionisti ricadrà sulle Associazioni. Qual è il suo pensiero?

Molto positivo e confortante. La Formazione Continua è, a mio parere, l’unica possibilità di rimanere sul mercato per un Coach Professionista. Oggi la legge stabilisce che le Associazioni devono promuovere la formazione e far dipendere l’attestazione e il riconoscimento dalla quantità e dalla qualità della formazione che il Professionista svolge annualmente. Personalmente ritengo fin troppo evidente che mantenere nel tempo uno standard qualitativo di alto profilo passi obbligatoriamente attraverso un iter formativo rigoroso e di indiscusso livello qualitativo.

Uno dei rischi più alti è che qualcuno, riguardo alle attività formative delle Associazioni, ravvisi vantaggi finanziari o vantaggi personali di varia natura. Qual è il suo pensiero?

Le Associazioni per legge e Statuto sono soggetti garanti: non hanno un fine di lucro!
Il rilascio delle Attestazioni professionali dovrà essere organizzato su base garantista. Promuovere la formazione, sia direttamente che attraverso Scuole Riconosciute, sarà indubbiamente un’attività centrale per la nostra Associazione, ma le posso assicurare che il mio mandato sarà caratterizzato dalla volontà di rispettare pedissequamente la legge e le norme statutarie. Personalmente auspico una nuova era dove il regime di collaborazione e di alleanza si sostituisca ad un clima di subdolo cameratismo. Tutti possono candidarsi ad erogare formazione… partendo dai Soci Coach e dalle Scuole di Coaching italiane.

Quali sono i progetti dell’ Associazione Coaching Italia?

Siamo la prima Associazione di Categoria per Coach Professionisti italiana e tutto questo ci responsabilizza enormemente. Viviamo una fase pionieristica che grazie al contributo e al sostegno dei nostri Soci ogni giorno ci permette di chiarire e definire meglio la nostra direzione e il futuro del Coaching italiano. Stiamo riscontrando un grande interesse sia da parte di singoli Coach che da gruppi organizzati partendo dalle principali Scuole di Coaching italiane che, voglio ricordarlo ancora, saranno ben accolte e incoraggiate a partecipare alla vita sociale dell’Associazione.


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