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Coaching aziendale e qualifica di Coach: cosa prevede la normativa in Italia

Quando un’azienda decide di acquistare un servizio di Coaching per manager, team o dipendenti, si trova spesso davanti alla stessa domanda: quale qualifica deve avere un Coach aziendale?

In Italia non esiste una singola credenziale, certificazione o iscrizione associativa obbligatoria che abiliti all’esercizio del Coaching. Per valutare un professionista, quindi, è più utile verificare separatamente formazione, qualificazioni e credenziali dichiarate, appartenenza associativa, regole etiche e caratteristiche del servizio di Coaching proposto.

In questo quadro, la Legge 14 gennaio 2013, n. 4 disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi, mentre la UNI 11601:2024 definisce terminologia, caratteristiche e requisiti del servizio di Coaching. La stessa norma UNI precisa che non definisce le competenze dei professionisti Coach.

Coaching aziendale in Italia: Legge 4/2013 e UNI 11601:2024

Per comprendere come valutare un Coach aziendale occorre innanzitutto distinguere il piano professionale da quello relativo al servizio.

La Legge 4/2013 disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi. Non istituisce un albo dei Coach e non rende obbligatoria l’iscrizione a un’associazione professionale per esercitare l’attività.

La legge attribuisce tuttavia un ruolo alle associazioni professionali che possiedono i requisiti previsti: possono valorizzare le competenze degli associati, promuovere la formazione permanente, adottare codici di condotta, vigilare sulla condotta professionale e, quando ricorrono le condizioni stabilite dalla legge, rilasciare ai propri iscritti l’Attestazione di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati.

La UNI 11601:2024 – Coaching: definizione, caratteristiche e requisiti del servizio interviene su un piano differente. Definisce la terminologia e le caratteristiche del servizio di Coaching e indica i requisiti per la sua fornitura, con l’obiettivo di orientare i fornitori e favorire una scelta informata da parte degli utilizzatori, comprese le organizzazioni.

La UNI 11601:2024 non definisce invece le competenze dei professionisti Coach. Non deve quindi essere utilizzata per affermare che un Coach possiede automaticamente una determinata qualifica, formazione o credenziale professionale.

Quale qualifica deve avere un Coach aziendale?

Non esiste in Italia una singola qualifica obbligatoria che identifichi il Coach aziendale. Per un’azienda o un responsabile HR è quindi opportuno verificare più elementi, distinguendo ciò che riguarda il professionista da ciò che riguarda il servizio che verrà acquistato.

1. Formazione professionale documentabile

È utile verificare quale percorso formativo abbia seguito il Coach, quale organizzazione lo abbia erogato, la durata della formazione, le attività pratiche svolte e le eventuali verifiche finali.

Un attestato di formazione documenta un percorso svolto, ma non deve essere automaticamente confuso con una certificazione professionale, una credenziale o un’abilitazione pubblica.

2. Qualificazioni, certificazioni e credenziali dichiarate

Se il professionista dichiara una certificazione o una credenziale, l’azienda dovrebbe verificarne con precisione l’organizzazione che l’ha rilasciata, i requisiti previsti, l’oggetto della verifica e la sua validità.

Credenziali professionali rilasciate da organizzazioni nazionali o internazionali, certificazioni e Attestazioni associative appartengono a sistemi differenti e non dovrebbero essere utilizzate come sinonimi.

3. Appartenenza a un’associazione professionale

L’iscrizione a un’associazione professionale non è obbligatoria per esercitare il Coaching, ma può fornire all’azienda ulteriori elementi verificabili sul professionista.

Nel quadro della Legge 4/2013, le associazioni professionali possono prevedere requisiti di accesso, formazione permanente, codici di condotta, sistemi di vigilanza e strumenti di tutela dell’utente.

Quando un’associazione è presente nell’apposito elenco pubblicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), questa circostanza deve essere descritta correttamente come iscrizione nell’elenco ministeriale previsto dalla Legge 4/2013 e non come riconoscimento statale della professione o del singolo professionista.

4. Attestazione ai sensi della Legge 4/2013

Tra gli elementi che un’azienda può verificare vi è l’eventuale possesso dell’Attestazione di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati rilasciata da un’associazione professionale che possiede i requisiti previsti dalla Legge 4/2013.

L’Attestazione può documentare, nei limiti previsti dalla legge, la regolare iscrizione del professionista all’associazione, i requisiti necessari alla partecipazione, gli standard qualitativi e di qualificazione professionale richiesti e le garanzie fornite dall’associazione all’utenza.

Non è però una certificazione di parte terza, un accreditamento, un’abilitazione o un riconoscimento professionale dello Stato e non è necessaria per esercitare l’attività.

5. Codice etico e strumenti di tutela

Per un committente aziendale è utile verificare se il Coach aderisce a un codice etico o di condotta consultabile e quali strumenti esistano in caso di segnalazioni o controversie.

L’adesione a un sistema associativo può rendere verificabili questi elementi attraverso regole pubbliche, procedure disciplinari e strumenti di tutela dell’utente.

6. Caratteristiche del servizio di Coaching

La qualifica del professionista e la qualità del servizio non sono la stessa cosa. Per valutare il servizio proposto è utile considerare anche la UNI 11601:2024, che riguarda precisamente la definizione, le caratteristiche e i requisiti del servizio di Coaching.

Nel Coaching aziendale questo aspetto assume particolare importanza perché, oltre al Coach e al Coachee, può essere presente un committente: l’organizzazione che acquista il servizio. Ruoli, obiettivi, modalità di erogazione, responsabilità e criteri di valutazione devono quindi essere definiti con chiarezza.

Il sistema A.Co.I. per la verifica dei propri Coach iscritti

A.Co.I. – Associazione Coaching Italia è un’Associazione professionale che opera nel quadro della Legge 4/2013 ed è iscritta nell’Elenco delle Associazioni Professionali che rilasciano l’Attestazione di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati dai soci pubblicato dal MIMIT.

Nell’ambito del proprio sistema associativo, A.Co.I. prevede requisiti di accesso, verifiche associative, un Codice Etico e Deontologico, formazione permanente e criteri per il mantenimento dello status associativo e dell’Attestazione, secondo le proprie regole.

Per un’azienda, questi elementi consentono di verificare pubblicamente l’appartenenza del professionista all’Associazione e gli standard associativi ai quali è tenuto ad aderire.

Il Codice Etico e Deontologico A.Co.I. è inoltre indicato nella bibliografia della UNI 11601:2024. La citazione documenta la presenza del Codice nella bibliografia della norma; non attribuisce ad A.Co.I. poteri normativi e non trasforma i suoi standard associativi in requisiti della UNI 11601:2024.

Per verificare l’iscrizione di un professionista ad A.Co.I., consulta: Cerca un Coach Professionista A.Co.I.

I criteri da verificare prima di scegliere un Coach aziendale

Criterio Cosa verificare Ambito
Formazione Quale percorso ha seguito il Coach? Durata, contenuti, pratica e verifiche sono documentabili? Professionista
Credenziali o certificazioni Chi le ha rilasciate, quali requisiti prevedono e che cosa attestano concretamente? Professionista
Associazione professionale Il Coach è iscritto? Quali requisiti, regole etiche, aggiornamento e strumenti di tutela prevede l’associazione? Legge 4/2013 / sistema associativo
Attestazione Il professionista possiede un’Attestazione di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati? Chi l’ha rilasciata e qual è la sua validità? Legge 4/2013
Etica e tutela Esistono un codice consultabile, regole di condotta e strumenti per eventuali segnalazioni? Sistema professionale/associativo
Servizio di Coaching Sono definiti chiaramente servizio, ruoli, obiettivi, modalità di erogazione e criteri di valutazione? UNI 11601:2024

Cosa dovrebbe verificare concretamente un responsabile HR

Prima di affidare un incarico di Coaching aziendale, un responsabile HR può quindi verificare almeno quattro dimensioni: chi è il professionista, quale formazione e quali qualificazioni può documentare, a quali regole professionali ed etiche aderisce e come è strutturato il servizio che propone.

L’eventuale iscrizione a un’associazione professionale, il possesso di un’Attestazione ai sensi della Legge 4/2013, una certificazione o una credenziale professionale possono fornire informazioni utili, ma devono essere interpretati secondo la loro effettiva natura.

Allo stesso modo, una credenziale internazionale può costituire un elemento documentabile del profilo professionale, ma non è un requisito imposto dalla Legge 4/2013 o dalla UNI 11601:2024 per esercitare il Coaching in Italia.

Per una guida pratica completa su cosa verificare prima di acquistare Coaching aziendale, leggi: Cosa deve verificare un HR prima di acquistare Coaching aziendale.

Per approfondire il contratto di Coaching aziendale, leggi: Il contratto di Coaching aziendale: cosa prevede la Norma UNI 11601:2024.

Per approfondire la valutazione del servizio, leggi: Come misurare i risultati del Coaching aziendale: il quadro normativo italiano.

FAQ – Coaching aziendale e qualifica del Coach

Quale qualifica deve avere un Coach aziendale in Italia?

Non esiste una singola qualifica obbligatoria prevista dalla legge per esercitare il Coaching aziendale. Un’azienda può verificare formazione, qualificazioni e credenziali dichiarate, eventuale appartenenza associativa, Attestazione ai sensi della Legge 4/2013, regole etiche e caratteristiche del servizio proposto.

Un Coach deve essere iscritto a un'associazione professionale?

No. L’iscrizione a un’associazione professionale non è obbligatoria per esercitare il Coaching. L’appartenenza associativa può tuttavia fornire elementi verificabili sui requisiti richiesti dall’associazione, sul codice di condotta, sulla formazione permanente e sugli strumenti di tutela dell’utente.

Un'azienda è obbligata a richiedere una credenziale internazionale al Coach?

No. La Legge 4/2013 e la UNI 11601:2024 non rendono obbligatoria una specifica credenziale internazionale per esercitare il Coaching in Italia. Una credenziale può comunque rappresentare uno degli elementi documentabili che l’azienda decide di considerare nella selezione del professionista.

La UNI 11601:2024 certifica le competenze del Coach?

No. La UNI 11601:2024 definisce terminologia, caratteristiche e requisiti del servizio di Coaching e dichiara espressamente di non definire le competenze dei professionisti Coach.

Come verifico se un Coach è iscritto ad A.Co.I.?

È possibile consultare l’elenco pubblico dei Coach Professionisti A.Co.I. sul sito dell’Associazione. L’elenco consente di verificare l’appartenenza del professionista ad A.Co.I. secondo lo stato pubblicato dall’Associazione.

L'Attestazione A.Co.I. è una certificazione professionale?

No. L’Attestazione di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati prevista dalla Legge 4/2013 è uno strumento associativo distinto dalla certificazione professionale di parte terza. Non costituisce un’abilitazione o un riconoscimento professionale dello Stato.

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