Segreteria Organizzativa Nazionale
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La UNI 11601:2024, entrata in vigore il 27 giugno 2024 e sostitutiva della precedente edizione del 2015, definisce la terminologia e le caratteristiche del servizio di Coaching e stabilisce i requisiti per la sua fornitura.
La norma ha due finalità dichiarate: orientare e guidare i fornitori dei servizi di Coaching e favorire una scelta informata e consapevole da parte degli utilizzatori, siano essi individui, gruppi oppure organizzazioni.
Un punto è particolarmente importante: la stessa UNI precisa che la UNI 11601:2024 non definisce le competenze dei professionisti Coach. La norma riguarda quindi il servizio di Coaching e i requisiti per la sua fornitura, non costituisce una norma di qualificazione delle competenze del Coach.
L’Associazione Coaching Italia – A.Co.I. ha partecipato ai lavori di aggiornamento della UNI 11601.
La partecipazione di A.Co.I. è documentata dalla stessa UNI nella comunicazione ufficiale dedicata alla UNI 11601:2024, nella quale viene riportato il contributo dell’Associazione ai lavori del tavolo tecnico insieme ad altre organizzazioni del settore.
Anche il Codice Etico e Deontologico A.Co.I. è presente nella bibliografia della UNI 11601:2024.
Questa presenza costituisce una citazione bibliografica all’interno della norma. Non attribuisce al Codice A.Co.I. valore di norma tecnica né attribuisce all’Associazione funzioni normative proprie di UNI.
La denominazione ufficiale della norma è:
UNI 11601:2024 – Coaching – Definizione, caratteristiche e requisiti del servizio.
La norma si applica alle prestazioni di servizi di Coaching indipendentemente dalla tipologia di Cliente – persone, gruppi o organizzazioni – e dai contesti nei quali il Coaching viene erogato.
Il suo campo di applicazione riguarda quindi il servizio: come viene definito, progettato, concordato, erogato e valutato.
La UNI 11601:2024 rappresenta una norma tecnica volontaria. Non istituisce un albo dei Coach, non introduce un titolo professionale obbligatorio e non costituisce una legge che regolamenta l’accesso alla professione.
Per comprendere il diverso piano giuridico nel quale si colloca l’attività professionale, consulta anche: Legge 4/2013 e Coaching professionale in Italia.
La UNI 11601:2024 crea un riferimento tecnico comune per descrivere le caratteristiche e i requisiti del servizio di Coaching.
In particolare, la norma è finalizzata a:
La norma contribuisce quindi alla chiarezza del mercato e alla possibilità di identificare con maggiore precisione le caratteristiche di un servizio professionale di Coaching.
Uno degli aspetti più importanti per interpretare correttamente la UNI 11601:2024 riguarda il suo campo di applicazione.
La norma non definisce le competenze dei professionisti Coach.
Questo significa che non deve essere presentata come una norma che stabilisce direttamente il percorso formativo, le competenze professionali o i requisiti personali necessari per diventare Coach.
La UNI 11601:2024 stabilisce invece caratteristiche e requisiti del servizio di Coaching.
Di conseguenza, occorre distinguere:
Sono strumenti differenti e non devono essere sovrapposti.
Poiché la UNI 11601:2024 riguarda il servizio e non definisce le competenze del Coach, non è corretto affermare che un corso di formazione sia automaticamente “certificato UNI 11601” o che la conformità del percorso alla norma certifichi le competenze del professionista.
Una Scuola di Coaching può progettare il proprio percorso formativo tenendo conto delle caratteristiche e dei requisiti che la UNI 11601:2024 prevede per l’erogazione del servizio, quando ciò sia effettivamente documentabile.
Questa coerenza, tuttavia, non equivale automaticamente alla certificazione del corso, della Scuola o delle competenze del Coach.
La distinzione è importante soprattutto quando si valuta un percorso formativo o si confrontano espressioni come “corso riconosciuto”, “corso accreditato” e “corso certificato”.
La UNI 11601:2024 definisce una terminologia comune utile a identificare i soggetti e gli elementi che compongono il servizio di Coaching.
Tra questi rientrano il Coach, il Coachee, l’eventuale committente e gli accordi che regolano la relazione e il servizio.
La presenza di definizioni condivise consente a fornitori, Clienti e organizzazioni di utilizzare un linguaggio maggiormente uniforme e di comprendere con maggiore precisione ruoli, responsabilità e caratteristiche della prestazione.
La UNI 11601:2024 considera il Coaching come un servizio che deve essere progettato e definito in relazione alle esigenze dell’utilizzatore e al contesto nel quale viene erogato.
La progettazione comprende l’analisi delle esigenze, la verifica della fattibilità del servizio e la definizione delle condizioni della prestazione.
Un elemento centrale è la chiarezza degli accordi tra le parti.
Il servizio deve essere definito in modo tale che siano comprensibili gli obiettivi, le condizioni di erogazione, le rispettive responsabilità e gli elementi economici e organizzativi rilevanti.
L’erogazione del servizio si sviluppa attraverso un processo strutturato nel quale assumono particolare rilevanza la definizione degli accordi, gli obiettivi e la relazione tra Coach e Coachee.
Nel corso del processo vengono considerate le risorse del Coachee, gli obiettivi concordati, il loro monitoraggio e la conclusione del percorso.
Il Coaching viene quindi considerato come un processo professionale definito e verificabile, non come una relazione informale o priva di accordi tra le parti.
La UNI 11601:2024 identifica i diversi soggetti che possono essere coinvolti nell’erogazione del servizio e consente di chiarirne ruoli e responsabilità.
A seconda della configurazione del servizio possono essere coinvolti:
La chiarezza delle responsabilità, degli accordi e delle informazioni scambiate tra le parti costituisce un elemento essenziale per la corretta gestione del servizio.
La UNI 11601:2024 considera anche la misurazione e la valutazione del servizio.
La valutazione permette di verificare il servizio rispetto agli obiettivi e ai criteri definiti e contribuisce a rendere maggiormente trasparente il processo nei confronti del Cliente e dell’eventuale committente.
Questo aspetto assume particolare rilevanza anche nei contesti organizzativi, nei quali il servizio di Coaching può coinvolgere soggetti differenti e richiedere una definizione preventiva dei criteri con cui valutarne lo svolgimento.
La UNI 11601:2024 e la Legge 4/2013 operano su piani differenti.
La UNI 11601:2024 è una norma tecnica volontaria riferita al servizio di Coaching.
La Legge 4/2013 disciplina invece il quadro delle professioni non organizzate in ordini o collegi e definisce, tra gli altri aspetti, il ruolo delle associazioni professionali.
Le associazioni in possesso dei requisiti previsti dalla legge possono rilasciare ai propri iscritti, su richiesta e ricorrendone le condizioni, l’Attestazione di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati.
L’Attestazione associativa non deve essere confusa con una certificazione, un accreditamento o un riconoscimento pubblico della professione e non costituisce requisito necessario per esercitare l’attività professionale.
Anche la parola certificazione richiede precisione.
Nel sistema della valutazione della conformità possono esistere certificazioni riferite a oggetti differenti, tra cui persone e servizi.
Quando si parla di certificazione accreditata, inoltre, occorre verificare l’organismo che rilascia la certificazione, lo schema applicato e il relativo campo di accreditamento.
In Italia Accredia accredita gli organismi di valutazione della conformità: non rilascia direttamente al Coach una certificazione professionale.
Per questo motivo certificazione, accreditamento, Attestazione associativa e riconoscimento professionale non devono essere utilizzati come sinonimi.
Per approfondire queste differenze: Accreditamento, certificazione e riconoscimento nel Coaching.
La UNI 11601:2024 fornisce al mercato italiano un riferimento tecnico condiviso per identificare terminologia, caratteristiche e requisiti del servizio di Coaching.
La sua funzione non è attribuire un titolo professionale al Coach né regolamentare per legge l’accesso alla professione.
Il suo valore consiste nel rendere più chiaro e verificabile il servizio: come viene definito, quali soggetti coinvolge, quali requisiti devono essere considerati nella sua fornitura e quali elementi possono aiutare l’utilizzatore a compiere una scelta informata.
In questo quadro, la partecipazione di A.Co.I. ai lavori di aggiornamento della norma rappresenta parte dell’attività dell’Associazione nel confronto tecnico sul Coaching professionale in Italia.
Per approfondire anche il ruolo delle associazioni professionali: Iscrizione a un’associazione professionale e Legge 4/2013.
La norma ufficiale può essere consultata e acquistata direttamente attraverso UNI:
UNI 11601:2024 – Coaching – Definizione, caratteristiche e requisiti del servizio
→ Consulta la scheda ufficiale della UNI 11601:2024
L’Attestazione di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati che un’associazione professionale può rilasciare ai propri iscritti ai sensi della Legge 4/2013 è distinta dalla certificazione.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy chiarisce che l’Attestazione associativa non può essere assimilata a una certificazione di qualità, a un accreditamento o a un riconoscimento professionale.
Allo stesso modo, quando viene dichiarata una certificazione professionale accreditata, occorre verificare quale organismo l’abbia rilasciata, quale schema o norma sia stato applicato e quale sia lo specifico campo di accreditamento.
Accredia accredita gli organismi di certificazione negli specifici ambiti per i quali ne è stata verificata la competenza; non certifica direttamente il Coach.