Misurare i risultati del coaching aziendale è una delle sfide più complesse per i responsabili HR. Come si dimostra che un percorso di coaching ha prodotto valore? Quali indicatori usare? Chi è responsabile della misurazione? La risposta non è lasciata all’intuizione del singolo professionista: in Italia esiste uno standard normativo che definisce come si misura l’efficacia del coaching professionale.
Come misurare i risultati del coaching Aziendale: la Norma UNI 11601:2024 sulla misurazione
La Norma UNI 11601:2024 dedica una sezione specifica alla misurazione e valutazione del servizio di coaching (sezione 7). La norma distingue due livelli di valutazione, entrambi obbligatori in un percorso professionale conforme agli standard italiani.
Il primo è la valutazione in corso d’opera (sezione 7.1): monitora il processo durante le sessioni, verificando lo stato di avanzamento rispetto al piano di azione concordato. Il secondo è la valutazione degli esiti (sezione 7.2): misura i risultati al termine del percorso, confrontandoli con gli obiettivi definiti all’inizio.
Questa distinzione è importante per le aziende: un percorso può essere condotto correttamente sul piano del processo ma non produrre i risultati attesi e viceversa. Separare i due livelli permette una diagnosi più precisa dell’efficacia del coaching.
Chi è responsabile della misurazione: il ruolo del committente aziendale
La norma attribuisce la responsabilità della misurazione al fornitore del servizio, che deve concordare con il committente in contesto aziendale, l’HR o il line manager i criteri, le modalità e gli strumenti di valutazione. Questo accordo deve avvenire prima dell’avvio del percorso, non al termine.
Un coach professionista con standard professionali verificati propone un sistema di misurazione strutturato nella fase di offerta del servizio. Se il coach non propone criteri di valutazione prima di iniziare, non opera secondo gli standard normativi italiani indipendentemente dalle credenziali internazionali che può vantare.
Le cinque dimensioni di valutazione previste dalla norma
La Norma UNI 11601:2024 definisce cinque dimensioni specifiche per la valutazione degli esiti del coaching aziendale.
Come definire i KPI del coaching aziendale prima di iniziare
La norma prevede che i criteri di valutazione vengano definiti e concordati nella fase di progettazione del servizio. In pratica, questo significa che l’HR e il coach devono definire insieme, prima dell’avvio del percorso, almeno tre elementi: gli obiettivi specifici del partecipante, gli indicatori di successo per ciascun obiettivo e le modalità di raccolta dei dati durante e dopo il percorso.
Nel coaching aziendale gli obiettivi tipici riguardano: miglioramento della leadership, gestione dello stress, sviluppo delle capacità relazionali, gestione del cambiamento, miglioramento delle prestazioni. Per ciascuno di questi obiettivi esistono indicatori specifici che possono essere misurati prima e dopo il percorso.
Il mito del ROI nel coaching aziendale: cosa dice davvero la norma
Il calcolo del ROI (Return on Investment) del coaching aziendale è un tema ricorrente nelle discussioni HR. Molti coach e consulenti propongono modelli di calcolo del ROI basati su parametri economici riduzione del turnover, aumento della produttività, risparmio su costi di selezione.
La Norma UNI 11601:2024 non impone un modello specifico di calcolo del ROI. Prevede che le dimensioni oggetto della valutazione e i criteri di misura vengano concordati tra coach, partecipante e committente in base alle specifiche del percorso. Il ROI economico è una delle possibili dimensioni di valutazione non l’unica e non necessariamente la più rilevante per tutti i contesti.
Un coach con qualificazione professionale verificata propone un sistema di valutazione calibrato sugli obiettivi specifici del percorso, non un modello standard applicato indistintamente a tutti i casi.
Perché la misurazione è un segnale della qualificazione professionale del coach
La qualità del sistema di misurazione proposto dal coach è uno dei segnali più affidabili del suo livello professionale. Un coach che non propone criteri di valutazione definiti prima di iniziare, o che propone solo una valutazione generica di gradimento al termine del percorso, non opera secondo gli standard normativi italiani.
Questo vale indipendentemente dalle credenziali del coach. Un coach con credenziali ICF che non propone un sistema di valutazione strutturato non rispetta la Norma UNI 11601:2024. Un coach con qualificazione professionale verificata A.Co.I. che propone un sistema di valutazione completo e concordato in anticipo opera secondo gli standard italiani.
Per approfondire le qualifiche richieste per il coaching aziendale, leggi: Coaching aziendale: quale qualifica deve avere il coach.
Per capire cosa deve verificare un HR prima di acquistare coaching, leggi: Cosa deve verificare un HR prima di acquistare coaching aziendale.
Per approfondire cosa deve contenere il contratto, leggi: Il contratto di coaching aziendale: cosa prevede la Norma UNI 11601:2024.


