Nel Coaching aziendale, definire con chiarezza gli accordi prima dell’avvio del percorso è particolarmente importante. L’organizzazione che acquista il servizio, il Coach e la persona che partecipa al percorso possono infatti avere ruoli, responsabilità ed esigenze differenti.
La UNI 11601:2024 – Coaching: definizione, caratteristiche e requisiti del servizio costituisce un riferimento tecnico volontario per il servizio di Coaching. Nel rapporto con un committente aziendale, formalizzare gli elementi essenziali del servizio consente di chiarire oggetto dell’incarico, ruoli, obiettivi, modalità di erogazione, condizioni economiche, riservatezza e criteri di valutazione.
È importante distinguere questo piano da quello della qualificazione professionale: la UNI 11601:2024 riguarda il servizio di Coaching e non definisce le competenze dei professionisti Coach.
Contratto di Coaching aziendale e UNI 11601:2024
La UNI 11601:2024 è una norma tecnica volontaria dedicata alla definizione, alle caratteristiche e ai requisiti del servizio di Coaching. Non è una legge e la sua applicazione non rende obbligatoria, per effetto della norma stessa, una determinata forma contrattuale per tutti i servizi di Coaching svolti in Italia.
La norma offre tuttavia un riferimento tecnico utile per strutturare in modo chiaro il rapporto tra fornitore del servizio e committente. Nel Coaching aziendale questa chiarezza assume particolare rilevanza perché l’organizzazione che acquista il servizio può essere diversa dalla persona che partecipa al percorso.
Un accordo adeguatamente formalizzato permette alle parti di conoscere preventivamente le caratteristiche del servizio acquistato e le rispettive responsabilità, riducendo ambiguità e possibili controversie.
Cosa definire nell’accordo per un servizio di Coaching aziendale
Il contenuto concreto dell’accordo dipende dalle caratteristiche dell’incarico e dalle parti coinvolte. Tra gli elementi che è utile definire con chiarezza possono rientrare:
Committente, Coach e Cliente nel Coaching aziendale
Nel Coaching aziendale è essenziale distinguere il ruolo del committente, che acquista o promuove il servizio, da quello del Cliente che partecipa al percorso di Coaching.
Gli obiettivi organizzativi concordati con il committente e gli elementi che emergono nella relazione individuale di Coaching non coincidono necessariamente. Per questo gli accordi iniziali dovrebbero chiarire quali informazioni possano essere condivise, con quali soggetti e per quali finalità.
Una definizione preventiva di questi confini tutela sia l’organizzazione sia il Cliente e contribuisce a creare condizioni più chiare per lo svolgimento del servizio.
Accordo sul servizio e relazione di Coaching
L’accordo con il committente e gli accordi che regolano la relazione tra Coach e Cliente svolgono funzioni differenti. Il primo definisce il servizio acquistato dall’organizzazione; la relazione di Coaching richiede inoltre chiarezza su obiettivi, ruoli, responsabilità, riservatezza e modalità di lavoro condivise con il Cliente.
Nel contesto aziendale è quindi importante evitare che le esigenze informative del committente compromettano la chiarezza e la riservatezza necessarie alla relazione di Coaching.
Riservatezza e trattamento dei dati
La riservatezza deve essere definita con particolare attenzione quando il committente e il Cliente sono soggetti differenti. È opportuno stabilire preventivamente quali informazioni relative al percorso possano essere comunicate all’organizzazione e quali rimangano riservate nella relazione tra Coach e Cliente.
La gestione dei dati personali deve inoltre rispettare la normativa applicabile in materia di protezione dei dati. La conformità alla UNI 11601:2024 non determina automaticamente la conformità alla disciplina sulla protezione dei dati personali, che deve essere valutata secondo le responsabilità e i trattamenti effettivamente svolti.
Contratto e qualificazione professionale del Coach sono due aspetti diversi
La struttura dell’accordo relativo al servizio e la qualificazione professionale del Coach non devono essere confuse.
Un contratto chiaro può contribuire alla trasparenza e alla corretta definizione del servizio, ma non costituisce di per sé una certificazione delle competenze del Coach né dimostra automaticamente una specifica qualificazione professionale.
Allo stesso modo, una credenziale professionale, un’iscrizione associativa o un’Attestazione ai sensi della Legge 4/2013 non sostituiscono la necessità di definire adeguatamente le caratteristiche dello specifico servizio acquistato.
Per approfondire questo aspetto, leggi: Coaching aziendale: quale qualifica deve avere il Coach?.
Cosa dovrebbe verificare un HR prima dell’avvio
Prima dell’avvio di un percorso di Coaching aziendale, l’HR dovrebbe poter distinguere chiaramente almeno tre livelli: il profilo del professionista, le caratteristiche del servizio acquistato e gli accordi che regolano il rapporto tra i soggetti coinvolti.
Per una checklist completa, consulta: Cosa deve verificare un HR prima di acquistare Coaching aziendale.
Per approfondire la valutazione del servizio, leggi: Come misurare i risultati del Coaching aziendale: il quadro normativo italiano.


