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Cosa aspettarsi da un percorso di Coaching: obiettivi, tempi e responsabilità

Cosa aspettarsi da un percorso di Coaching Professionale è una delle domande più frequenti di chi si avvicina per la prima volta a questa disciplina. Obiettivi, tempi e responsabilità sono elementi che meritano chiarezza prima di iniziare.

In Italia il Coaching rientra tra le professioni non organizzate in ordini o collegi, disciplinate dalla Legge 4/2013. Il quadro normativo definisce obblighi precisi per il professionista e chiarisce cosa il percorso di Coaching può e non può garantire.

Il riferimento tecnico per il servizio di Coaching in Italia è la Norma UNI 11601:2024, che definisce le caratteristiche, i requisiti e le responsabilità di tutte le parti coinvolte nel processo.

1. Cosa sono gli obiettivi nel Coaching

Nel Coaching Professionale, gli obiettivi non vengono stabiliti dal Coach ma dal Cliente. Il Coach accompagna il Cliente nel definire obiettivi chiari, concreti e orientati al futuro, non li fissa al suo posto.

Questo principio è centrale nella definizione di Coaching: il Cliente è l’autore del proprio percorso, il Coach è il professionista che lo supporta nel processo.

Gli obiettivi di un percorso di Coaching possono riguardare ambiti personali, professionali o sportivi. Ciò che li accomuna è la loro natura operativa: devono essere definiti, misurabili e orientati all’azione.

Per approfondire: definizione, obiettivi e limiti del Coaching secondo A.Co.I.

2. Quanto dura un percorso di Coaching

Non esiste una durata standard obbligatoria per un percorso di Coaching. La durata dipende dagli obiettivi del Cliente, dalla complessità del percorso e dall’accordo tra Coach e Cliente.

In linea generale:

  • un percorso strutturato si sviluppa in un numero definito di sessioni, concordate preventivamente;
  • ogni sessione ha una durata e una frequenza stabilite nell’accordo professionale;
  • il percorso può essere rivisto o interrotto in qualsiasi momento, nel rispetto delle condizioni concordate.

La trasparenza su tempi e struttura del percorso è uno degli obblighi informativi previsti dalla Legge 4/2013 per i professionisti iscritti a un’associazione di categoria.

3. Cosa garantisce il Coach e cosa no

Questo è il punto più importante da comprendere prima di iniziare un percorso di Coaching.

Il Coach professionista garantisce:

  • la correttezza del processo e del comportamento professionale;
  • il rispetto del codice etico e deontologico;
  • la riservatezza delle informazioni condivise durante le sessioni;
  • la chiarezza sul proprio ruolo e sui limiti dell’intervento;
  • l’aggiornamento professionale continuo.

Il Coach non garantisce:

  • il raggiungimento di risultati specifici;
  • cambiamenti garantiti in tempi definiti;
  • soluzioni preconfezionate ai problemi del Cliente.

La Legge 4/2013 chiarisce che la tutela del Cliente nel Coaching riguarda la correttezza del processo, non l’esito del percorso. Per approfondire: tutela del Cliente nel Coaching Professionale.

4. La responsabilità del Cliente nel percorso

Nel Coaching Professionale, il Cliente non è un destinatario passivo. È il protagonista del proprio percorso.

La responsabilità del Cliente include:

  • la definizione degli obiettivi e la loro chiarezza;
  • l’impegno attivo nelle sessioni e tra una sessione e l’altra;
  • le decisioni e le azioni intraprese durante e dopo il percorso;
  • la valutazione dell’efficacia del percorso rispetto ai propri obiettivi.

Questo principio di autonomia decisionale del Cliente è uno dei fondamenti del Coaching Professionale e lo distingue nettamente da altre forme di supporto come la consulenza o la psicoterapia.

5. Cosa distingue il Coaching da altre attività

Prima di iniziare un percorso è utile avere chiarezza su cosa il Coaching non è:

  • non è psicoterapia né counseling;
  • non formula diagnosi né valuta la personalità;
  • non interviene su disagi psicologici o condizioni patologiche;
  • non eroga consulenza né fornisce soluzioni preconfezionate;
  • non sostituisce figure professionali regolamentate.

Un Coach professionista serio è in grado di spiegare con chiarezza questi limiti fin dal primo contatto. Se non lo fa, è un segnale di attenzione.

6. Il contratto professionale: cosa deve contenere

Prima di iniziare qualsiasi percorso di Coaching, il Cliente ha il diritto di ricevere informazioni chiare e di formalizzarle in un accordo scritto.

Un contratto professionale di Coaching dovrebbe includere:

  • gli obiettivi generali del percorso;
  • il numero e la durata delle sessioni;
  • le modalità di svolgimento (presenza, online, misto);
  • i costi e le modalità di pagamento;
  • le condizioni di interruzione o modifica del percorso;
  • le regole di riservatezza.

La presenza di un accordo scritto è un indicatore di professionalità e trasparenza. Per approfondire: cosa verificare prima di scegliere un Coach professionista.

7. Come valutare l’efficacia del percorso

L’efficacia di un percorso di Coaching non si misura solo al termine, ma durante il percorso stesso. Alcuni segnali concreti di un percorso che funziona:

  • gli obiettivi iniziali sono stati definiti con chiarezza;
  • il Cliente percepisce progressi rispetto al punto di partenza;
  • le sessioni producono riflessioni e azioni concrete;
  • il Coach rispetta i limiti del proprio ruolo;
  • la relazione professionale è chiara e rispettosa.

Se uno di questi elementi manca in modo sistematico, il Cliente ha il diritto di sollevare la questione o di interrompere il percorso.

Tabella di riferimento: cosa aspettarsi da un percorso di Coaching

Aspetto Cosa prevede il Coaching Cosa non prevede
Obiettivi Definiti dal Cliente con il supporto del Coach Imposti o predefiniti dal Coach
Durata Concordata preventivamente in un accordo scritto Indefinita o senza struttura chiara
Risultati Orientati agli obiettivi del Cliente, non garantiti Garantiti o promessi in anticipo
Responsabilità Condivisa: il Coach garantisce il processo, il Cliente le decisioni Esclusivamente in capo al Coach
Riservatezza Garantita dal codice etico dell’associazione Opzionale o non formalizzata
Interruzione Possibile in qualsiasi momento secondo le condizioni concordate Vincolata senza possibilità di recesso

Segnali di attenzione durante un percorso di Coaching

Alcuni comportamenti del Coach durante il percorso meritano attenzione:

  • Promesse di risultati garantiti: nessun Coach professionista può garantire risultati specifici.
  • Assenza di accordo scritto: un professionista serio formalizza sempre le condizioni del percorso.
  • Confusione di ruoli: il Coach non è uno psicologo né un consulente. Se il percorso deriva verso questi ambiti, è un segnale di non conformità professionale.
  • Mancanza di chiarezza sui costi: i costi devono essere comunicati in modo trasparente prima dell’inizio del percorso.
  • Pressioni a proseguire: il Cliente deve sempre poter interrompere il percorso senza pressioni.

Un Coach iscritto a un’associazione professionale ex Legge 4/2013 è soggetto a un codice etico e a procedure disciplinari in caso di comportamenti non conformi. Per approfondire: Codice Etico e Deontologico A.Co.I.

Il Coach può garantire i risultati del percorso?

No. Nel Coaching Professionale il Coach garantisce la correttezza del processo e del comportamento professionale, non il raggiungimento di risultati specifici. La responsabilità delle decisioni e delle azioni rimane in capo al Cliente.

Chi stabilisce gli obiettivi del percorso di Coaching?

Gli obiettivi sono stabiliti dal Cliente, non dal Coach. Il Coach supporta il Cliente nel definirli con chiarezza e nel lavorare per raggiungerli, ma non li impone né li predefinisce.

È possibile interrompere un percorso di Coaching?

Sì. Il Cliente ha il diritto di interrompere il percorso in qualsiasi momento, nel rispetto delle condizioni concordate nell’accordo professionale. Un Coach professionista non esercita pressioni per proseguire il percorso.

Quanto dura un percorso di Coaching?

Non esiste una durata standard obbligatoria. La durata dipende dagli obiettivi del Cliente e dall’accordo con il Coach. Un percorso strutturato prevede un numero definito di sessioni, concordate preventivamente e formalizzate in un accordo scritto.

Cosa distingue il Coaching dalla psicoterapia?

Il Coaching non è psicoterapia. Non formula diagnosi, non valuta la personalità e non interviene su disagi psicologici o condizioni patologiche. Il Coaching si concentra sugli obiettivi del Cliente orientati al futuro, nel rispetto della sua autonomia decisionale.

Come posso sapere se il mio percorso di Coaching sta funzionando?

Alcuni segnali concreti: gli obiettivi sono stati definiti con chiarezza, le sessioni producono riflessioni e azioni concrete, il Cliente percepisce progressi rispetto al punto di partenza, il Coach rispetta i limiti del proprio ruolo e la relazione professionale è chiara e rispettosa.

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